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  Torneo europeo tra le squadre che nella precedente edizione dei rispettivi campionati nazionali hanno conquistato le prime piazze della classifica. Qual è la squadra più forte d'Europa? La Champions League ogni anno dà risposta a questo affascinante dilemma, mettendo a confronto l'aristocrazia del calcio europeo. Storia, tradizione, grandi fuoriclasse: la competizione, denominata Coppa dei Campioni fino al 1993, è da sempre la più avvincente e ambita d'Europa; solo poche formazioni possono vantare nel proprio palmarès il prestigioso trofeo.
Nel 1998 la qualificazione alla Champions League fu allargata anche alla seconda classificata dei principali tornei nazionali; nel 2000 la partecipazione al trofeo venne estesa per alcune nazioni fino alla quarta classificata, con l'introduzione di una fase di eliminatorie dirette per terza e quarta classificata.
La formazione regina di Coppa Campioni prima e Champions League poi è il Real Madrid, che in bacheca vanta 9 titoli, dei quali 5 consecutivi. Seguono Milan con 6 trofei, Liverpool e Ajax con 4, Bayern Monaco con 3. La finale del 1960, vinta dal Real Madrid 7-3 contro l'Eintracht di Francoforte, Puskas segnò 4 reti e Di Stefano mise a segno una tripletta. Il grande Real nelle prime 5 edizioni della coppa aveva vinto tutte le partite giocate in casa. Fu il Barcellona, strappando un 2-2 nel 1961, a interrompere questo ruolino di marcia da record.

Il difensore bianconero ha riportato con il Bordeaux una distrazione di primo grado del muscolo adduttore della coscia sinistra; starà fuori 20 giorni e salterà la prossima partita di Champions contro il Bayern Monaco. Solo una settimana di stop per Tiago e Felipe Melo

La prima uscita della Juve in Champions ha portato poca fortuna agli uomini di Ciro Ferrara: non soltanto in termini di risultato (il pareggio con il Bordeaux ha lasciato l'amaro in bocca ai tifosi della Vecchia Signora) ma anche per quanto riguarda gli infortuni: Cannavaro, Tiago e Felipe Melo erano usciti malconci dalla sfida dell'Olimpico, ma i primi accertamenti effettuati ieri al centro sportivo di Vinovo avevano sciongiurato, per tutti e tre, uno stop di lunga durata.

Gli esami odierni hanno confermato che gli infortuni non sono così gravi: chi sta peggio è Fabio Cannavaro, che ha riportato una "distrazione di primo grado del muscolo adduttore lungo della coscia sinistra" e dovrà stare a riposo per una ventina di giorni. I due centrocampisti Tiago e Felipe Melo, hanno accusato rispettivamente una contrattura ai flessori della coscia sinistra e una distorsione alla caviglia sinistra, e per entrambi sarà sufficiente una settimana di stop.

Tutti quanti, insomma, non saranno disponibili per l'anticipo di sabato contro il Livorno: una brutta notizia per Ciro Ferrara, che si augura fortemente di non subire lo stesso destino del suo predecessore Claudio Ranieri, costretto nella scorsa stagione a fare spesso e volentieri la conta degli assenti e a mettere in campo formazioni a dir poco 'rimaneggiate'.

In realtà, almeno per ora, l'infermeria juventina non è affollata come quella della stagione passata, tant'è che Grygera può considerarsi 'abile e arruolato' così come Zebina, che contro il Bordeaux ha pure giocato gli ultimi minuti di partita. Diego e Del Piero sono sulla via del recupero: altro motivo di consolazione per Ferrara, che può tirare un sospiro di sollievo. Ma alla prossima partita, sarà di nuovo tempo per fare gli scongiuri






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