Torneo europeo di calcio riservato alle squadre che si piazzano a ridosso dei club vincitori dei titoli nazionali. Proprio perché assembla team blasonati a compagini meno titolate, la Coppa UEFA è da sempre ribalta prestigiosa tanto per i campioni affermati quanto per i talenti ancora sconosciuti al grande pubblico.
Nel 1971 l'Uefa trasformò la Coppa delle Fiere in Coppa Uefa, rilevandone l'organizzazione. Il primo quinquennio vide un predominio del calcio inglese, con le affermazioni di Tottenham e Liverpool.
Nel 1977 la Juventus di Trapattoni raggiunse con la Coppa Uefa la piena affermazione a livello continentale.
Il Galatasaray, al primo successo internazionale per una formazione turca, ha segnato nel 2000 un cambio di rotta: i club italiani cedono il passo
Zapater-Sculli e secca vittoria del Grifone contro uno Slavia modesto e senza idee. E Gasperini, alla fine della partita, non è nemmeno del tutto contento!

"Voglio fare bene in Europa perché aiuta il gruppo e la nostra autostima". Lo ha detto Giampiero Gasperini prima della partita contro lo Slavia Praga e non sappiamo se ci sia una teoria psicologica reale dietro la qualità del gioco del Genoa che anche ai 20mila abbonati di Europa League (che fanno un bel paio con i 25mila abbonati in campionato) fa vedere un calcio brillantissimo. Cominciano a scarseggiare gli aggettivi per questa squadra che con rincalzi (Tomovic) e qualche rientrante ( Bocchetti e Kharja) gioca esattamente alla stessa maniera vista contro la Roma e il Napoli, con tutti i titolari o senza: senza pause, con estrema dinamicità in modo incredibilmente aggressivo e sempre molto vario.

I primi quindici minuti vedono lo Slavia letteralmente ubriacato dalle accelerazioni di Palacio e Sculli e dai cambi di ritmo di Zapater e Marco Rossi. Quattro minuti e il Genoa è già in gol: calcio di punizione procurato da Bocchetti e meravigliosa conclusione di Zapater che scavalca la barriera e infila l'angolino dove Vaniak arriva con la mano debole. Slavia alle corde e il Genoa insiste: Vaniak si salva come può contro una squadra che non gioca un'azione uguale all'altra. Lanci continui da una parte e dall'altra ora a liberare Sculli, ora Tomovic che a destra suscita anche qualche ira di Gasperini perché gioca più da quarto attaccante che da terzo difensore.

Ecco, il Genoa forse andrebbe un po' calmato: attacca e attacca, nella trance agonistica di un momento in cui tutto sembra riuscire perfettamente. E Gasperini ci prova: sulle accelerazioni anche eccessivamente allegre dei suoi prova a mettere ordine. Lo Slavia per altro è poca cosa: a parte un passaggio regalato da Tomovic che offre a Senkerik una palla che meriterebbe sorte migliore di un tiraccio sul fondo, i cechi non riescono mai ad arrivare dalle parti di Amelia.

Il Genoa, dopo venti minuti di dominio assoluto, si concede dieci minuti di pausa, ma dalla mezz'ora del primo tempo in poi riprende le sue folate offensive. Due tocchi a testa e quattro passaggi per essere in area avversaria. Meraviglioso il gol del 2-0: in quattro metri quadrati, sulla destra, Rossi appoggia a Palacio che allunga nell'angolino a Tomovic il cui cross, dal fondo e sotto pressione, è una meraviglia che Sculli infila al volo e di piatto, anticipando una difesa dello Slavia oltremodo immobile...

Nel secondo tempo il Genoa non cambia: ammortizzata una prima, del tutto sterile, fase di foga offensiva dello Slavia, i rossoblu rallentano un pochino il ritmo e sempre senza alcun rischio offrono sprazzi di grandissimo calcio andando a ripetizione vicini al terzo gol. Non è il caso di strafare ma il Genoa non sa proprio guardare alla propria metà campo. Perse alcune occasioni con Sculli, Rossi e Crespo, e quando la partita volge ormai al termine, però, il Grifone si rilassa e finisce per concedere due occasioni evitabilissime allo Slavia, che pur non aveva creato nulla di suo, chiamando Amelia a guadagnarsi il gettone con due utilissime parate a freddo.

Un bell'esordio europeo per una bella squadra che negli ultimi venti minuti, con il gioco delle sostituzioni, cambia aspetto e modulo almeno cinque-sei volte, ma sempre senza esitazioni né incertezze.

Tuttavia Gasperini non è così contento: "Siamo andati un po' a sprazzi, siamo partiti molto bene ma nel secondo tempo avremmo dovuto giocare con maggiore continuità e chiudere il match. Milito e Thiago Motta? Siamo molto contenti per loro, ma per noi questa è una stagione nuova: abbiamo cercato di sostituirli nel modo migliore e siamo contenti di quello che stiamo facendo. E' una squadra che ragionando per obiettivi e piccoli passi sta facendo davvero un ottimo lavoro".

Quarta vittoria consecutiva per un Genoa imbattuto che su sei partite ne ha vinte cinque: finirà? Forse sì, ma intanto i tifosi della Nord ubriachi di buon calcio e di gioia, se la stanno godendo un mondo. Ieri sera organizzavano la trasferta di Valencia: hanno chiesto 3500 biglietti. Conoscendoli non basteranno


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